Il paese senza memoria

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In una famosa intervista il celebre giornalista Indro Montanelli si espresse così riguardo al futuro dell’Italia:

“Quale futuro per l’Italia? Per l’Italia nessuno, perché un Paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani”

Indro Montanelli, La settimana di Montanelli (1995-2001)

Oggi le parole di quello che è stato una delle personalità più importanti dagli anni ’80 sembrano risuonare alle nostre orecchie come una triste verità, una maledizione. È notizia di ieri, infatti, l’annuncio di Berlusconi riguardo alla sua donazione di 10 milioni di euro alla Regione Lombardia per sostenere le strutture sanitarie durante l’emergenza coronavirus. Un gesto che, se preso singolarmente, è sicuramente nobile. Nonostante ciò, è doveroso non dimenticare cosa ne è stato del nostro Paese quando al governo c’era proprio il cavaliere. Non a caso è stato proprio il suo governo a inaugurare un taglio massiccio dei fondi al Sistema Sanitario Nazionale (si stima un taglio di oltre 25 miliardi di euro durante il terzo governo Berlusconi e il governo Monti). Inoltre non dobbiamo dimenticare che lo stesso Cavaliere ha ridotto anche il numero di posti letto, del personale sanitario e medico negli ospedali e ha, al contrario, introdotto il pagamento dei ticket sanitari anche per le categorie precedentemente escluse (che in questo momento sono quelle più fragili ed esposte alla minaccia del virus): anziani già malati o invalidi a prescindere dal reddito posseduto. Insomma, è stato proprio il governo Berlusconi a comportare con il Piano Tremonti l’inizio della fine: un ventennio di ingenti tagli alla sanità per rientrare nei parametri imposti dall’Unione Europea in nome della “spending-review”.

Se oggi c’è una cosa che il coronavirus ci sta insegnando è proprio il fatto che i governi italiani hanno sbagliato a tagliare i due pilastri del welfare europeo: istruzione e sanità. Un consistente aumento della prima avrebbe contribuito a plasmare un profondo e sincero senso civico nel Paese che avrebbe pesantemente incentivato molti italiani ad attuare un comportamento responsabile e a limitare gli spostamenti al di fuori della propria abitazione. Un massiccio sostegno alla sanità avrebbe, invece, permesso all’Italia di ottenere un sistema sanitario efficiente e capace di confrontarsi anche con eventi imprevisti come quello che stiamo vivendo in questi giorni. Inoltre avrebbe dato un forte impulso allo sviluppo del sistema sanitario delle regione meridionali che sono palesemente impreparate e prive, a volte, dei più basilari medicinali e attrezzature mediche per fronteggiare i problemi della quotidianità.

Oggi oltre che dal virus, il nostro Paese continua ad essere vittima di una condizione di alzheimer permanente. Berlusconi è stato condannato anni fa dalla magistratura per una frode fiscale di oltre 300 milioni, anche se le sentenze evidenziano una reale frode di 1 miliardo e 227 milioni di euro. Sembra quasi scontato dire, a questo punto, che un paese che idolatra il Cavaliere come generoso uomo politico è un paese senza memoria.

di Dario Famà

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