Cronache del Coronavirus e del decadimento della stampa italiana

Fonte: ANSA.it

Il Coronavirus è un virus che viene dalla Cina continentale e che si è diffuso rapidamente in tutto il mondo (moltissimo anche in Italia). La pandemia è reale e la colpa della sua repentina diffusione è da addossare completamente al governo cinese di Xi Jinping: un regime dittatoriale mascherato da repubblica, che non ha voluto ledere la sua immagine “pulita” censurando e, si vocifera, reprimendo violentemente coloro che hanno cercato di far conoscere al mondo l’esistenza del virus. Nonostante questi e molti altri crimini commessi contro i diritti fondamentali dell’uomo, il governo cinese non ha subito sanzioni (se non dagli USA ma per motivi economici legati alla politica protezionista di Trump). Ciò è profondamente sbagliato perché la dittatura cinese non sta pagando le menzogne e i trattamenti disumani ai danni dei suoi stessi cittadini e del mondo intero. Sarebbe anche ora di darci un taglio, cominciando a sanzionare pesantemente tutti i paesi che contravvengono con pratiche criminali e disumane.

Nel frattempo in Italia l’unica malattia a diffondersi senza sosta è l’ignoranza: nonostante il Coronavirus si stia propagando molto all’interno del nostro Paese, esso costituisce un pericolo prevalentemente per gli anziani e per chi soffre di ulteriori patologie o vive in condizioni di vita critiche. Indubbiamente ci sono state delle vittime e il numero dei contagi è alto, ma i dati messi a disposizione dai laboratori di virologia e macrobiologia italiani dimostrano che l’influenza stagionale comporterebbe una mortalità più alta del virus stesso.

Il clima è quello di un’apocalisse imminente ed è figlio di una campagna mediatica aggressiva e manipolatrice. Da un lato c’è la consapevolezza che bisogna prendere delle precauzioni per limitare la propagazione del virus, vista anche la massiccia presenza di anziani presenti nel nostro paese. Dall’altro lato la maggior parte dei media nostrani enfatizza la portata del virus e facilita la diffusione di un clima di autentico terrore tra gli italiani medi che, vuoi perché non istruiti o disinformati, sono facilmente influenzabili dal bombardamento di numeri. E’ proprio quest’atteggiamento mediatico che fa leva sull’emotività delle persone e le porta a svaligiare supermercati in modo compulsivo o ad indossare mascherine alla bocca (la cui utilità è nulla se non si hanno i sintomi).

Il racconto fatto dai giornali e dalla televisione è espressione di una grande tradizione della stampa italiana, succube del profitto e del potere politico (in questo caso quello di destra). La situazione che stiamo vivendo è la dimostrazione che serve una legge che stravolga i rapporti tra stampa e politica e che cancelli le infiltrazioni e gli interessi della politica sulla stampa, affinché entrambe possano essere realmente indipendenti.

World Press Freedom Index, The Indipendent (2016)

Anche gli esperti non scherzano, infatti neanche tra di loro si trovano d’accordo. Da una parte c’è chi denuncia un’esasperata sopravvalutazione del virus, dall’altra chi considera il virus una reale minaccia alla nostra salute. La diversità delle risposte date dal mondo scientifico esprime quindi una notevole confusione nel raccontare un problema al quale, almeno la scienza, dovrebbe poter dare un’interpretazione univoca.

Se tutto questo fosse vero, saremmo messi male (ne è la prova il fatto che per libertà di stampa siamo l’ultima ruota del carro in Europa) e dovremmo perciò riflettere sul fatto che, per quanto possiamo essere condizionati, siamo noi a compiere le scelte e spetta a noi decidere di vedere le cose con calma e di agire di conseguenza oppure di farsi prendere dal panico. Farsi prendere dal panico non aiuta a prevenire, anzi, aiuta solo chi specula sul virus per riempirsi le tasche di soldi. Quindi, perché insistere?

di Dario Famà

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