Lettera Aperta al Rettore

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Giusy Covino ha pubblicato un video in cui, con tanta voglia di fare e di imparare, ha denunciato la sua condizione di studentessa sorda che non vede riconosciuto il diritto allo studio.
La studentessa iscritta al corso di ARTI E CULTURE MODERNE ha chiesto, in 28 secondi di video, il riconoscimento italiano della LIS, ovvero la lingua dei segni italiana.

L’università di Torino è, in realtà, tra le migliori in Italia e attrae studenti anche da altre regioni.
Ogni anno il ministero contribuisce solo con la metà dei contributi offerti dalla Nostro Ateneo, ma è innegabile che molto ancora debba e possa essere fatto.

Tutti gli studenti sanno quanto sia difficile e faticoso seguire le lezioni e imparare, ma non molti sanno cosa voglia dire farlo leggendo il labiale del professore. Questo è quello che Giusy e altri studenti devono fare per due terzi delle lezioni che frequentano.
Scoperto questo nessuno ha potuto risparmiarsi nel concentrare l’attenzione su questi dati inquietanti. Per questo motivo abbiamo scritto una lettera aperta indirizzata al rettore, nella quale denunciamo il fatto e supportiamo Giusy nella lotta perché sempre meno persone debbano vedere i loro diritti negati.


Al Magnifico Rettore Professor Geuna,
Una lettera aperta, come questa, non è mai facile da scrivere, ci vuole coraggio per esternare ciò che si sente dentro. Questo però è ciò che Giusy Covino, una studentessa di Arti e Culture Moderne nella nostra Università, è riuscita a fare.
In soli 28 secondi è stata in grado di trasmettere un messaggio molto chiaro:  ” Voglio studiare e voglio che tutti i sordi abbiano la possibilità di farlo”.
Questo messaggio ci ha colpito e vorremmo fare qualcosa che possa migliorare lo studio delle persone sorde nella nostra Università.
L’obiettivo ultimo di questa battaglia, che prosegue da anni in diversi ambiti, è quello di vedere riconosciuta la lingua dei segni a livello nazionale in modo da cambiare in meglio la vita di migliaia di persone.
Si tratta di un obiettivo difficile ma, come in ogni grande impresa, la vittoria è raggiungibile solo grazie all’impegno di molti e, come sempre, ogni azione può fare la differenza.
Noi, Magnifico Rettore, vorremmo migliorare l’ambiente in cui viviamo, quello universitario. Con un impegno congiunto potremmo dimostrare che raggiungere mete importanti è possibile.
Le proponiamo quindi di mettere insieme le nostre competenze al servizio di questa battaglia, creando maggiore consapevolezza nelle persone che vivono nella nostra università e garantendo il diritto allo studio a tutti coloro che oggi lo vedono negato.
Si tratta in fondo di mettere in pratica il rispetto delle leggi che stiamo studiando, la nostra costituzione infatti dice all’articolo 32: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”, e chi può affermare che una persona con problemi uditivi non ne abbia il diritto?
Di fronte alla voglia di imparare, di fare e di cambiare le cose che si può leggere negli occhi di Giusy, non ci si può tirare indietro.
Vorremmo poter fare qualcosa per dimostrare che il suo messaggio è stato ascoltato.
Nell’attesa di poterLa incontrare, cogliamo l’occasione per augurarLe di fare grandi cose per la vita dei docenti e degli studenti che condividono in questa Università una parte della loro vita.

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