Più diritti ai fuorisede!

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In Italia ci sono circa due milioni di studenti fuori sede, Torino è una delle principali città italiane scelte dagli studenti del sud Italia per studiare. I motivi che portano gli studenti del sud ad emigrare e nello specifico a scegliere Torino sono diversi. Chi sceglie di studiare fuori, infatti, non lo fa a cuor leggero, sapendo di lasciare la sua terra, la sua famiglia e le sue amicizie. Cosa può quindi portare uno studente ad emigrare? Se per alcuni può trattarsi di curiosità, lo studente del sud spesso è invece portato ad emigrare per le condizioni in cui versano le università locali. Possiamo notare infatti che molti atenei al sud sono organizzati male, anche per il fatto che molti atenei del nord vengono considerati giustamente delle eccellenze. Possiamo quindi dire senza problemi che esistono atenei di serie A ed atenei di serie B. Ma perché scegliere proprio Torino tra i tanti atenei del nord? Sicuramente uno dei principali fattori che ha influito negli ultimi cinque anni è stata la garanzia della copertura del 100% delle borse di studio, grazie alla Regione governata dalla giunta di centrosinistra, guidata da Sergio Chiamparino. Oltre alle borse ovviamente influiscono altri fattori: il politecnico è uno dei migliori al mondo, ma anche l’università non scherza: infatti 15 dipartimenti risultano essere dipartimenti di eccellenza. Un altro fattore determinante è quello economico: Torino è infatti molto più economica di Milano e Bologna, e di tante altre città del nord Italia.

A questo punto bisogna porsi due domande. La prima, più difficile, è: Come migliorare la qualità e i servizi offerti dalle università del Sud, e come renderle più attrattive?

La seconda: quali diritti hanno gli studenti fuori sede, e cosa si può fare per loro?

Rispondere alla prima non è semplice, perché se è vero che serve un grande impegno da parte degli Atenei, è altrettanto vero che un aiuto da parte dello Stato non sarebbe male. Infatti, in questo momento, gli atenei eccellenti ricevono quote sempre maggiori, mentre gli atenei in difficoltà ne ricevono sempre meno, secondo un sistema a premi che non fa altro che svantaggiare gli atenei del Sud. E’ sicuramente giusto premiare chi ha fatto e continua a fare bene, ma non ai danni di chi fatica di più. Come potrete ben capire, trovare una soluzione non è semplice.

Rispondere alla seconda domanda risulta più semplice. La situazione attuale a livello nazionale non è infatti delle migliori, e non in tutte le regioni gli studenti fuori sede hanno gli stessi diritti. Facciamo banalmente l’esempio dell’assistenza medica di base: in Piemonte per avere diritto all’assistenza medica di base, bisogna rinunciare al medico nella propria città di residenza, mentre ad esempio in Toscana si può ricevere assistenza medica nel luogo in cui si studia senza bisogno di rinunciare al proprio medico di base originario.

Quando parliamo di diritti per i fuori sede parliamo principalmente di tre cose: voto dei fuori sede, assistenza medica di base e residenzialità.

Sicuramente le prime due sono opportunità più facilmente realizzabili in quanto non necessitano di grosse spese, e come già detto, nel caso dell’assistenza medica in alcune regioni il sistema già funziona bene. Quello del voto è un argomento che viene tirato in ballo ogni volta che si è chiamati alle urne (sia che sia un referendum o un’elezione per rinnovare il parlamento). In questo caso deve essere il parlamento a prevedere, tramite legge, la possibilità di far votare i fuorisede in altri collegi. Più volte sono state avanzate delle proposte ma non sono mai state realizzate. Per quanto riguarda il diritto all’abitazione, i costi di politiche in tal senso sono maggiori, in quanto servono o vanno realizzate strutture che possano offrire alloggio, o dovrebbe essere erogato un aiuto economico per poter pagare l’affitto di una stanza.

Investire nei fuorisede per una città come Torino dovrebbe essere una delle priorità, in quanto loro stessi vivono il territorio. In ogni caso serve la volontà politica per attuare progetti in questa direzione.

La prossima settimana saremo chiamati alle urne per eleggere i nostri rappresentanti nel Consigli Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). Il tema dei fuori sede è un tema da noi molto sentito e per questo è uno dei principali punti del programma di Primavera degli Studenti.

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