L’Europa chiamò

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Mancano oramai meno di quattro mesi al 26 maggio, data in cui, a quarant’anni dalla
prima volta, Italiani ed Europei (alcuni nei giorni prima) si esprimeranno per il rinnovo
del Parlamento Europeo. Si sa, le Elezioni Europee riservano sempre qualche sorpresa,
ma quest’anno saranno più speciali del solito. Saranno difatti le prime Europee post
Brexit, e il clima che si respira tocca punte di euroscetticismo (se non di dichiarato
antieuropeismo) mai raggiunte prima. Nella scorsa tornata elettorale la grande sorpresa
fu Marine Le Pen, capace di superare tutti nel suo paese (sebbene l’affluenza molto
bassa). Il 40% raggiunto dal Partito Democratico in Italia e le conferme dei partiti
tradizionali in Germania e Spagna (nonostante un exploit di Podemos) avevano tuttavia
tranquillizzato gli Europeisti. Quest’anno i risultati potrebbero essere ancora più
sorprendenti e controversi: il Partito Popolare (PPE) e quello Socialista (S&D), seppur
avvantaggiati, potrebbero subire un drastico ridimensionamento.
In Francia punta a un bis molto probabile la Le Pen, con il suo Raggrupamento Nazionale.
Bene secondo i sondaggi anche La France Insoumise del leader di sinistra Jean-Luc
Mélenchon, a testimonianza di come il paese viva un momento di forte radicalizzazione,
concretizzatosi con i gilet gialli.
Situazione non scontata nemmeno in Germania, paese che con la nuova distribuzione
dei seggi sarà il più rappresentato. Il partito di cui la Merkel era Presidente fino a poco fa
(la CDU) resta davanti nei sondaggi, ma incalzato dai Verdi e con l’incognita dell’estrema
destra AfD. Tracollo preannunciato e probabile per i Socialisti.
In Spagna è in crescita Vox, movimento nazionalista non con alti livelli di consenso ma
che appare ora intorno al 9%. Parallelamente anche Podemos sembra confermerà i buoni
risultati del 2014.
E l’Italia? Il nostro paese resta uno dei più incerti, con la Lega di Salvini che quasi
sicuramente spiccherà ma con gli alleati di governo in calo che potrebbero bissare la
delusione di cinque anni fa. Non sembra però nemmeno rosea la prospettiva di Forza
Italia e Partito Democratico, Baluardi Europeisti, che sembrerebbero aumentare di poco
le percentuali del 4 Marzo.
Ma lasciando perdere la fantapolitica e i sondaggi, la vera incognita sarà l’affluenza. Una
vera mobilitazione con protagonista il web è stata lanciata dal Parlamento Europeo: si
tratta di “Stavolta voto”, piattaforma nata per
parlare in primo luogo ai nativi digitali ma anche ai trentenni tentati dall’astensione, che
speriamo non si riveli in aumento anche questa volta. D’altronde le Europee hanno
difficilmente suscitato lo stesso interesse e coinvolgimento delle masse come le Politiche
nazionali. Mi dispiace ammetterlo ma c’è ancora molto lavoro da fare.

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